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Reduce Steno
L’idea di
partecipare all’Oktoberfest venne al grande Riccardo, promoter
turistico della ditta, ispirato probabilmente dal fascino di una
bionda spumeggiante birra.
La prima volta
fu nel 2003, non avrei mai immaginato le dimensioni di un evento così
grande sia dal punto di vista strutturale che organizzativo e con
quale trasporto bavaresi e non, partecipano alla manifestazione.
Varcare la
soglia del Wiesn è come entrare in un mondo incantato dove tutto corre
in modo sublime, surreale, leggero, dionisiaco; dove ci si spoglia
della propria identità per tuffarsi in un fiume d’autentica smisurata
follia. L’aria che si respira all’interno dei tendoni, è
indescrivibile: canti balli ein prosit, tutti in piedi sui tavoli,
persi in un clima d’incontenibile delirante euforia.
Un’antica
teoria dettata, chissà, da quale mente saggia, sostiene che i bis non
si fanno, sia perché non potrà mai ripetersi l’emozione della prima
volta, sia perché non potrà avere lo stesso sapore.
Io ed altri
temerari, non convinti di questa teoria, abbiamo voluto riprovare
questa fantastica esperienza negli anni a seguire.
Nel 2004 fu un
successone, un fantastico secondo tempo dell’anno precedente. Nel 2005
nonostante l’impeccabile organizzazione, qualcosa non ha funzionato
nell’ambito del gruppo. Tornammo a casa con l’amarezza che quello
potesse essere l’ultimo pellegrinaggio in terra bavarese.
Ma nell’agosto
2006 sentimmo "la chiamata". Una voce celestiale trafisse il nostro
cuore annunciando che la DITTA PROSIT non poteva, non doveva mancare
all’appuntamento monacense.
La teoria del
bis era stata definitivamente sfatata. La mente ha perso. Il cuore ha
sempre ragione!
Se a Riccardo
va la colpa di aver contribuito con la sua idea a farci diventare
oktoberfest-dipendenti, non può non andare il nostro ringraziamento
per averci dato la possibilità di entrare in contatto con quella parte
di noi da tempo dimenticata… e come lui stesso direbbe:
"L’Oktoberfest
più bello è quello che ancora dobbiamo fare!"
Sentitamente Stefano