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Altro ancora sul grande uomo
Reduce Cico
Oktoberfest 2003:
Si è sempre fantasticato sull’Oktoberfest, e sull’allegria che sprigionava, tutta quella gente seduta in quelle
tavolate immense, dell' esemplare organizzazione teutonica, con un
contorno di musica e danze, condito da frequenti brindisi e canti
popolari, eseguiti da gruppi folkloristici sempre in fermento,perciò alla fine d’agosto io e altri due baldi giovani, seduti in riva al
lago di Paterno, reduci dal
carnevale di Viareggio e dall'escursione di tre giorni a Vienna,,
decidemmo su proposta del dottore di affrontare la "battaglia".
Con impazienza attendevamo l’ora x e chi sa se ci davano le ferie,
contavamo i giorni alla rovescia, con ansia e consci che tutto poteva
saltare, anche all’ultimo momento, ma poi alle 23,45 del giovedì dopo
l’ennesimo caffè e salutata la comitiva, ci mettemmo in viaggio per la
nostra meta.
Alle 06 del venerdì eravamo al
Brennero, Mentos guidò tutta la notte, era elettrico sembrava drogato,
non accusava stanchezza, io il Cico che fungevo da navigatore e il dottore dietro che non la smetteva mai di
parlare della nuova avventura, poi si appisolò, meno male lo stereo
che faceva compagnia a Mentos, perché poco dopo anche io schiacciai un
sonnellino, ma mi svegliai subito, tanta era la voglia di arrivare,
decidemmo che la prima tappa della spedizione fosse Dachau, il
famigerato campo di internamento e di morte.
Ore 09 del venerdì siamo al campo di concentramento una angusta
baracca l’unica lasciata al suo posto ma chi sa quante ce n’erano
visto che la cittadina era divisa in zone, visitammo il museo, ma
quando bighellonando per il viale entrammo in un'altra zona del campo,
ci si presentò davanti una struttura graziosa ad un piano in mattoni
rossi, che in confronto alla baracca dei prigionieri, era stupenda che
questa fosse l’alloggiamento dell’ comandante, ai me invece era la
camera della morte.
L’orrore era al suo interno sulla sinistra la zona docce, poi uno
spazio largo e coperto, e sulla destra i forni crematori, ripartimmo
disgustati da tale visione, questo è ciò che può fare un regime
totalitario in mano a dei pazzi criminali.
Alle 12 arriviamo in albergo, prendiamo i nostri bagagli lasciando la
macchina fotografica e la cinepresa in macchina, dopo aver dormito e
fatto la doccia, scendemmo nell’hall dell’albergo, ma Mentos non si
vedeva, arrivò poco dopo scese incavolato perché non trovava le chiavi
della macchina, mi venne in mente di guardare nello sportello del
guidatore per costatare che erano li appese, per la stanchezza le
avevamo lasciate li.
Prendemmo la metropolitana dall’aeroporto a Monaco una
cinquantina di minuti di percorrenza, alle 16 eravamo in giro per il centro della
capitale della Baviera, che è favolosa ci soffermammo alla torre delle
orologio in Marienplaze , ma la frenesia era tanta e decidemmo di
andare ai tendoni dell’Oktoberfest, passando davanti alla birreria
Agustiner, che sarebbe stata nei giorni a venire il nostro punto di
ritrovo.
Alle 18 eravamo tra la folla lungo il viale dei tendoni, entravamo
e uscivamo dai vari tendoni non vi era posto neanche per uno spillo,
gruppi di italiani giacevano addormentati nei prati, ricordo l’intera
rosa del Cecina rugby, con maglie rosa che erano li per festeggiare la
promozione in serie B, chi sa quanti Prosit avranno fatto.
Alle 21dopo aver girato e rigirato il viale, si trovò posto in un
tendone tre posti in galleria e anche noi iniziammo a tracannare
birra, e l’allegria ci fece dimenticare in fretta la lunga attesa, e
la stanchezza, si tornò contenti in albergo e quella sera parve che il
tragitto in metropolitana fosse molto breve, ma il dottore quella sera
non riuscì a chiudere un occhio, per come Mentos e io russavamo, ma
era solo la stanchezza?????????..
Il giorno dopo andammo presto alla
spianata, ma ahimè non c’era già posto, decidemmo di andare a pranzo
alla Lowenbrau, e nel pomeriggio in giro per Monaco.
Cenammo in un antico convento dei monaci Monacensi, che furono i
fondatori della birra AUGUSTINER (1348), e che è una delle birrerie più
frequentate di Monaco.
La domenica alle 10 eravamo già ai tendoni, e fummo fortunati si
trovo subito posto, e la birra era ottima erano le 10,45, al nostro
tavolo si sedevano e se ne andavano in continuazione le persone, noi
non ci pensavamo minimamente ad alzarsi, erano 2 giorni che
aspettavamo questo momento.
Si aprirono le danze e la giornata si movimentò arrivammo a contare 6
boccali per uno, ma la serata non era ancora finita, difatti fummo gli
ultimi ad uscire erano le 23,00, ma quella sera si che ci volle una
vita per tornare in albergo, dormimmo saporitamente, e il giorno dopo
ripartimmo, gia con nostalgia.
Oktoberfest 2004
Questa volta il gruppo è aumentato, si è lasciato a casa il dottore,
impegni tecnici irrinunciabili ma sull’ammiraglia della ditta, c’è
alla guida il solito Mentos al suo fianco Cico sempre come
navigatore, dietro c'erano Federico allerta sto, don Alfredo do Caffètao e da bere
naturalmente non mancava anche perchè a bordo c'era Lucalcol da Roma.
Per fortuna c’era Luca, che l’inglese conosceva, che grande conquista
per la ditta è stato, ma un difetto ce l’aveva era pigro ad alzarsi,
era li per rilassarsi, ma in compenso con lui, si è mangiato non il
solito stinco di maiale come l’anno passato, varie leccornie Bavaresi
abbiamo gustato, ma per trovar posto ce n’é voluto, per fortuna le
caratteristiche birrerie l’ HOFBRAU e ancora l’AUGUSTINER, ci hanno
ospitato.( E QUA CICO HA PROVATO A FARE UN PO'
DI POESIA????????????)
All’HIPPODROM la domenica abbiamo prenotato, qui Sara, Francesca,
Irma, e il suo uomo si sono a noi uniti, e tanti calici abbiamo alzato
tranne Luca poveretto, che con l’aereo se n'è andato, dopo ore d’attesa
in aeroporto per guasti tecnici, per Rimini è volato.(
A RIDAJE CON LE RIME???????)
La baldoria è continuata tra i vari tendoni a spasso siamo andati, con
visita per qualcuno della collinetta cosi verde e rigogliosa che viene
voglia di sdraiarsi, ma non l’auguro a nessuno, perché chi i boccali
di birra non regge l’ha ben concimata.
Vari regali sono stati fatti per familiari ed amici, a qualcuno la
birra promettemmo cassette e barilotti comprammo ma nulla a lui
riportammo, deve provar anche lui questa avventura e un posto, anche
per lui abbiamo prenotato per il 2005.
Dopo la mia esperienza , spero che continui il pellegrinaggio nella
capitale della birra, è che chi ce va a da fa una cosa sola:
PRENOTARE MINIMO UN ANNO PRIMA, SE NEI TENDONI
UNO SE VO ASSETTA’.