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Un viaggiatore da noi amato

  • Un grande viaggiatore del 900: un dovuto sentito omaggio a Giovanni Paolo II, su di Lui è stato detto tutto, di più, per noi è semplicemente un grande...
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  • Biografia Karol Wojtyla
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Le origini

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La sera del 30 giugno 1979 alle ore 18.20, quattro ragazzi di Vasche, un paesino sul lago di Paterno in provincia di Rieti, partirono in treno, per le vacanze alla volta di Vieste (Fg). L'indomani alle 12:00, dopo un estenuante viaggio raggiunsero l’ambita meta dove piantarono la loro tenda in un triste e desolato campeggio. Al tempo, la splendida cittadina garganica non poteva offrire altro che bellezze naturali e paesaggistiche e nonostante fosse una bella giornata con un mare stupendo, la spiaggia era deserta.

I quattro avventurieri a mezzanotte già stavano nella piazza di Vieste con tutti i bagagli, in attesa dell’autobus  che li riportasse verso mete più movimentate... Come già accennato sopra, partimmo in treno con un bagaglio al seguito di dieci borse ed una tenda a tre posti e benché la distanza fosse di 400 km, impiegammo 18 ore, in un continuo saliscendi da un treno all’altro: Sulmona, Pescara, S.Severo, Rodi ed infine l’autobus fino a Vieste.
Da S. Severo a Rodi, essendo una ferrovia secondaria, rimanemmo due ore fermi per un guasto al treno; sembrava la scena di un film di fine 800 quando il treno si fermava per far pipì. Giunti a Rodi, prendemmo l’autobus, dove nel dormiveglia generale, trapelavano le note della canzone di Alan Sorrenti “Tu sei l’unica donna per me”. Alle dodici arrivammo finalmente alla sospirata metà, dove piantammo la tenda in un piccolo campeggio vuoto triste e desolato.
Passammo il pomeriggio a fare il bagno sotto il caratteristico Pizzo Munno e nonostante fosse una giornata splendida con un mare stupendo l’acqua calda e limpida, la spiaggia era vuota, deserta. La stanchezza, la delusione e l’idea di dover passare 15 giorni in un posto bello, si, ma senza vita, mise di cattivo umore tutto il gruppo. La sera riuniti intorno ad un tavolo di una pizzeria del centro, poiché la vacanza stava ancora all’inizio, prendemmo la decisione di raggiungere i nostri amici che stavano in vacanza a Pineto in Abruzzo. A mezzanotte, dopo appena 12 ore ritornammo nella piazza di Vieste dove ci addormentammo, chi sulle  panchine chi sui muretti, nell’attesa dell’autobus.

A Pineto le giornate trascorrevano tranquillamente tra mare spiaggia e divertimenti vari. Il momento più critico, oserei dire drammatico, era la notte quando andavamo a dormire; immaginate 4 persone in una tenda a tre posti con dieci borse dentro. Il più alto del gruppo si era ricavato un buco in mezzo alle borse per inserire la testa. Chi stava al centro, doveva obbligatoriamente rimanere con il sedere incollato al terreno per paura di qualche sporadica erezione notturna da parte dei compagni di lato, con conseguenze immaginabili. Per le zanzare, la nostra tenda era diventata il loro habitat naturale; la mattina ti svegliavi bombardato di pizzichi che spesse volte erano provocati anche da forchette e utensili vari che giravano per la tenda. Una mattina al risveglio, trovammo la tenda spicchettata, segno  dell’insofferenza del vicinato, a causa della confusione notturna che facevamo.
Con il passar dei giorni diminuivano sempre di più le risorse economiche e di quel passo non saremmo arrivati a terminare la prima settimana; quindi, drastica decisione: economia ristretta su cibo, bevande, divertimenti e chi fumava poteva permettersi al massimo, nazionali senza filtro. Spesso, alcuni amici vicini di tenda, presi dalla compassione, ci offrivano da mangiare poiché i nostri pasti erano a base di pane acqua e pasta. Una sera, un forte temporale creò il panico: campeggio allagato, rami d’albero caduti, roulotte semi ribaltate, tende portate via dal vento, l’unica tenda che non aveva subito danni, era la nostra. La fortuna per una volta era stata dalla nostra parte.
Nel campeggio, a causa degli schiamazzi notturni, avevamo molti nemici ma anche amici ed amiche, una delle quali si era infatuata  di un elemento della ditta. La sera prima della partenza, la ragazza, gli chiese se avesse un ultimo desiderio da esprimere o se aveva bisogno di qualcosa, (era chiara l’allusione) lui, poiché veniva da una settimana di digiuno e astinenza dal fumo rispose: "Beh, comprami un pacchetto di marlboro".

La vacanza volgeva al termine e con gran gioia di tutto il campeggio, lasciammo Pineto per tornare a casa. Viaggiammo di notte e la mattina, scesi dal treno, con gli ultimi spiccioli rimasti, bevemmo un cappuccino al mitico bar di Carolina adiacente la stazione.
La vacanza si era conclusa; ci portavamo dietro stanchezza, sonno, debolezza a causa dell’eccessiva perdita di peso; per due o tre giorni non abbiamo fatto altro che mangiare e dormire. Oggi a distanza di 26 anni, a raccontare quest’avventura, ho riprovato le stesse emozioni di allora, segno evidente che ha lasciato in noi  un ricordo indelebile, che ci porteremo per tutta la vita.Era nata la Ditta!

Steno

…il viaggio al Gargano oltre ad aver generato la DITTA SBORNIA aveva creato un gruppo solido, unito, compatto e indissolubile. Tutti per uno, uno per tutti; un corpo e un'anima. Il punto di ritrovo era il bar di Carolina dove sono state scritte pagine importanti della nostra storia.
Il primo mezzo di trasporto è stata la mitica 127 gialla di Claudio con la quale andavamo al cinema -quando non lo facevamo noi- e in discoteca al Piper di Roma; molti anche i viaggi notturni a S. Benedetto del Tronto con abituale colazione al ritorno nel forno di Acquasanta Terme. Regolarmente la DITTA frequentava la pizzeria "Lu Bermontese" dove, solo Santino - l'addetto alla birra- può testimoniare la quantità di boccali che c'ha servito in quegli anni; al tavolo i momenti più belli brindando e cantando.

Frequentemente la DITTA si riuniva a casa vecchia di Paolo dove c'era una grossa stanza con camino adibita a cucina e una porta che dava direttamente nella cantina.....dal produttore al consumatore!!! Dopo la cena era consuetudine farsi fare una dedica dalla famosa emittente privata Radio Cittaducale. A Canetra, un paesino nelle nostre vicinanze, nei fine settimana e nel periodo estivo tornava un gruppo di ragazze con le quali era nata un'amicizia -solo amicizia-. Tante le serate passate insieme a casa di Iris, Barbara,Ornella, Carla a parlare, giocare e scherzare aspettando l'alba - la notte bianca l'abbiamo inventata noi-. La gente che viveva nelle vicinanze di quelle abitazioni, chissà quali orge immaginava!! Purtroppo devo confessare che una volta tornati a casa finiva sempre in un triste e solitario "5 contro 1", antica tecnica di autoconsolazione, molto in voga in quel periodo.

Dal 1979 al 1983 la DITTA SBORNIA ebbe il momento di massimo splendore e tante sono le avventure e gli episodi simpatici che racconteremo più avanti.
L'avvento delle donne quelle vere, da matrimonio per intenderci, segnò l'inizio del lento ed inesorabile declino di questo fantastico gruppo.
Lo spirito della DITTA però, non era morto, ma vagava ansioso alla ricerca di un nuovo corpo per esprimersi.
Anni più tardi, nell'agosto dell'89, i successori della spedizione garganica, in stile con i loro predecessori, diretti a Tropea, finirono a Taormina. Lo spirito aveva trovato finalmente pace; era nata la Ditta Prosit.



Poesia della Ditta Prosit

Nelle calde sere estive in un paesino un gruppo di cinque giovani ribelli decise di trascorrere insieme i momenti brutti e quelli belli.

Dopo lunghe chiacchierate e risate in un vecchio casale si presero le prime sbronzate.

L'amicizia ormai consolidata la "DITTA SBORNIA" era nata.

Affrontarono viaggi non sempre fortunati ma la gioia di essere insieme rallegrava quelli più sFIGAti.

Così durò per anni finché non cominciarono i primi malanni.....

matrimoni,figli e lavoro senza un attimo di ristoro.

Finì così la storia della DITTA SBORNIA lasciando però una grande noia.

Gli anni trascorsero in fretta e nuove generazioni salirono in vetta.

Un giorno Stefano, pioniere della DITTA SBORNIA, si è seduto nuovamente al tavolino, con un buon bicchier di vino...

"Alzate i calici!"; esclamò

perchè una nuova DITTA è nata sulle orme di quella andata

DITTA PROSIT la chiameremo e sempre ad essa brinderemo!

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Hanno partecipato alla realizzazione del sito: Augusto,Cico,Cristian,Federico,Massimiliano,Riccardo,Rosanna,Stefano,Vanessa
con la preziosa collaborazione di: Andrea,Barbara,Maurizio, un grazie particolare a Serena per la sua enorme pazienza

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