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Homebrewers
Freschezza, fragranza e aroma si trovano solamente nella birra fatta e... bevuta. Homebrewers sono le persone che preparano la birra in casa. Far birra non implica lunghe attese costellate da snervanti attenzioni al prodotto come avviene per esempio per il vino. Dal momento in cui viene prodotto il mosto e messo a fermentare devono passare: una settimana di fermentazione e quattro settimane per la maturazione. Trascorso questo tempo la birra è pronta. Far birra garantisce la personalizzazione del prodotto e la qualità. La bevanda non viene pastorizzata, né filtrata, rimane ricca di preziosi elementi e di sapore, che non subiscono stress da trasporto ne rischi di stoccaggio. Nella birra di casa non vengono aggiunti additivi, per chiarificarla, conservarla o rendere la schiuma a lunga durata.
Attrezzatura
L'attrezzatura necessaria per iniziare la produzione
casalinga di birra viene venduta in kit. Gli elementi più caratteristici
presenti nella maggior parte di questi kit sono i seguenti:
Il fermentatore, ossia un contenitore in cui avverrà il processo di
fermentazione. È dotato di un rubinetto nella parte bassa, utile per
estrarne il prodotto. In genere è da 28 litri e viene usato per produrre non
più di 23-25 litri di birra.
Il gorgogliatore che, posto in cima al fermentatore, ha lo scopo di
permettere ai gas che si sviluppano durante la fermentazione di uscire,
senza lasciare entrare aria esterna che potrebbe veicolare batteri nocivi
per la fermentazione.
Il densimetro, utile per rilevare la fine della fermentazione e per il
calcolo del grado alcoolico raggiunto.
La tappatrice, che può essere di vari tipi e che si usa per la chiusura
delle bottiglie.
Il metabisolfito di potassio, utile per sanificare l'attrezzatura.
Tre metodi per confezionare la birra in casa
Esistono diversi tipi di procedure per la produzione di birra in casa che
variano a seconda dei materiali di partenza e sono, in ordine di
complessità:
Kit: si utilizzano dei kit presenti in commercio già pronti. Sono composti
da una lattina di estratto di malto già luppolato ed una bustina di lievito
secco.
E+G, ovvero estratto+grani: si utilizza estratto di malto non luppolato,
luppolo, e quantità relativamente piccole di grani speciali, cioè tipologie
di grani che hanno non tanto la funzione di costituire materiale
fermentabile quanto quelle di contribuire a sapore e colore della birra. A
differenza dei kit, si può variare molto tipo e quantità di malto e luppolo
o il tipo di lievito e quindi ottenere ricette personalizzate.
AG, ovvero all grain: è il procedimento completo, l'estratto di malto dell'E+G
viene completamente sostituito da malto in grani.
Procedimento da kit:
Si lavano tutti gli elementi del kit, e si sanificano (solitamente con acqua
e candeggina, o con una soluzione di metabisolfito di potassio).
Si inseriscono nel fermentatore l'estratto di malto e una certa quantità di
zucchero fermentabile (zucchero, malto secco, miele, etc.), ottenuta
mediante una tabella in dotazione col kit, che determinerà, insieme alla
quantità di malto, la gradazione alcoolica finale della birra.
Si aggiunge una certa quantità di acqua calda, mescolando il tutto fino a
quando si amalgama.
Si riempie il fermentatore con altra acqua, questa volta a temperatura
ambiente, continuando a mescolare.
Si aggiunge il lievito (la temperatura del mosto deve essere preferibilmente
compresa tra i 20 ed i 28 °C, se si usa un lievito ad alta fermentazione).
Si effettua la prima misura di densità del mosto (OG, densità iniziale),
tramite il densimetro.
Si chiude il fermentatore posizionando il gorgogliatore sul tappo, con un
certo volume d'acqua, e si lascia fermentare per 7-10 giorni ad una
temperatura il più possibile costante, compresa tra i 19 ed i 25 °C.
Dopo 7-10 giorni, si misura nuovamente la densità del liquido (mosto),
finché non risulta compresa in un certo intervallo indicato nelle istruzioni
e tipico per ogni stile di birra (densità finale, FG).
A questo punto è possibile imbottigliare, ossia trasferire il liquido in
bottiglie sanitizzate, nelle quali avverrà un ulteriore processo di
fermentazione. È necessario aggiungere ad esse una piccola quantità di
zucchero che, trasformandosi in anidride carbonica, renderà la bibita
frizzante (carbonazione o priming).
Si lasciano riposare le bottiglie, per una settimana a una temperatura di
almeno 20 °C, e successivamente ad una più bassa per un'ulteriore settimana.
Da circa 2-3 settimane dopo l'imbottigliamento, la birra è pronta per la
degustazione. Comunque, dovrebbe migliorare ulteriormente con
l'invecchiamento fino a 6 mesi e oltre.
Procedimento E+G:
A differenza del procedimento da kit in cui l'estratto di
malto è già luppolato e quindi pronto, nel metodo con estratto più grani
bisogna preparare il mosto da mettere poi nel fermentatore. Si procede
quindi, dopo la sanificazione di tutta l'attrezzatura come per i kit, come
segue:
In una pentola precedentemente lavata (non occorre sanificare, in quanto si
dovrà far bollire il mosto per diverso tempo) si pone un volume d'acqua pari
ad almeno il 30% del volume di birra da produrre, quindi per 23 litri finali
di birra almeno 8 litri di acqua.
Si porta l'acqua a 70 °C circa e, cercando di mantenere la temperatura
costante, si aggiungono i grani preventivamente rotti (e non tritati) e si
lasciano in infusione per almeno mezz'ora, in un apposito sacco filtrante (Grain
bag).
Si estrae il grain bag, si strizza bene, e lo si immerge in un piccolo
volume di acqua calda in modo da recuperare un po' di mosto. Infine si
uniscono le due parti di acqua, si aggiunge l'estratto di malto e si porta
tutto ad ebollizione.
La bollitura del mosto deve durare circa 60 minuti. Durante l'ebollizione,
ai tempi prestabiliti dalla ricetta si aggiunge il luppolo nell'apposito
sacco filtrante (Hop Bag). In genere vi sono due aggiunte di luppolo, una a
60 minuti dalla fine che contribuirà principalmente all'amaro della birra, e
una a 5-10 minuti dalla fine della bollitura che darà alla birra l'aroma di
luppolo.
Terminata la bollitura si mette il mosto a raffreddare o con un'apposita
serpentina (Wort Chiller), o immergendo la pentola in una vasca o nel
lavandino pieno di acqua fredda. Il mosto deve essere raffreddato il più
velocemente possibile per prevenire infezioni.
Una volta raffreddato il mosto si mette tutto nel fermentatore, si porta a
volume con acqua fredda e si procede come per i kit.
Procedimento AG:
È il procedimento completo. Consente miglior controllo
del processo poiché non impiega estratti bensì materie prime con malto in
grani e luppolo.
I grani, di tipologia e in quantità che dipendono dal tipo di birra da
produrre, vengono macinati in un mulino casalingo e miscelati con acqua (da
2 a circa 3 litri per kg).
Il mosto è sottoposto a riscaldamento con pianerottoli a diverse temperature
(solitamente intorno ai 50°) e diversi tempi di attesa che consentono
l'azione di trasformazione degli amidi in zuccheri.
La temperatura viene poi elevata a seconda del tipo di birra da produrre:
basse temperature, intorno ai 60-65 gradi, favoriscono l'azione delle
beta-amilasi che producono maltosio, il fondamentale substrato della
fermentazione; temperature più alte, 67-73 gradi, favoriscono le
alfa-amilasi che producono destrine non fermentabili che contribuiscono alla
dolcezza e alla corposità della birra. Si lascia tutto in infusione
mantenendo costante la temperatura per il tempo indicato.
Si controlla, con un test che sfrutta la capacità della tintura di iodio di
colorarli, che gli amidi del malto si siano completamente trasformati in
zuccheri.
Si filtrano i residui dei grani (trebbie).
Si effettua la bollitura del mosto come nel caso della E+G.